Comune di Quargnento
comune di Quargento
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Stemma Comune di Quargnento

DESCRIZIONE DEGLI AVVENIMENTI STORICI PIU' SIGNIFICATIVI E DELLA STORIA DELLA COMUNITA' DALLE ORIGINI AI GIORNI NOSTRI

L'origine romana di Quargnento è testimoniata, oltre che da citazioni storiche anche da alcuni ritrovamenti archeologici, tra i quali una lapide sepolcrale romana che cita la "gens Posilla", famiglie romane stabilmente insediate nella non lontana Derthona (Tortona) intorno al 200 a.C. Sorto presumibilmente come guarnigione militare romana in posizione strategica per controllare la tribù degli Stazielli, che occupava ampie zone dell'Appennnino e del Monferrato, Quargnento fu conservato come insediamento stabile dei Romani anche dopo la fine della guerra Gallica e si trasformò a poco a poco in un grosso borgo agricolo, cui certamente ricorrevano per le loro necessità le vicine città romane di Hasta Pompeia (Asti), Derthona (Tortona), Augusta Taurinorum (Torino).

 

Con la caduta dell'Impero Romano Quargnento divenne appannaggio del Vescovo-Conte di Asti, che rappresentava il più vicino centro di potere costituito. Verso la fine di questo periodo storico (907) si verificò un episodio importante, la traslazione delle reliquie del Martire cristiano Dalmazio da Pedona (l'odierna Borgo San Dalmazzo) a Quargnento, ordinata dal Vescovo di Asti, Audace, essendo Pedona soggetta alle scorrerie dei Saraceni. Anche in questo caso, pur essendo certo il fatto (le reliquie sono tuttora custodite e venerate in Quargnento), esistono contrasti sulla data dell'avvenimento, da alcuni fatto risalire ad epoca anteriore.

Quargnento fu oggetto di importanti "Privilegi" regali ed imperiali: Berengario e Adalberto, entrambi Re d'Italia a dei Longobardi, con atto del 25 maggio 935 istituirono un mercato alle Calende di ogni mese; l'Imperatore Enrico III, con atto del 19 gennaio 1041, confermato poi da Eugenio III il 16 maggio 1158, individuava fra le terre in possesso del Vescovo di Asti, Quargnento con castello, chiesa e pertinenze. Nel 1168 quaranta famiglie di Quargnento, per disposizione del Vescovo di Asti, parteciparono alla fondazione di Alessandria, dove poi si stabilirono. Nel XIII° secolo trovarono definitiva conclusione le annose controversie tra le giurisdizioni vescovili di Asti ed Alessandria sulla "mensa vescovile" di Quargnento, con l'assunzione del territorio quargnentino ad Alessandria.

Da questo momento la storia di Quargnento segue quella del vicino capoluogo: Comune contro Federico Barbarossa, che pare avesse stabilito proprio a Quargnento il suo quartier generale, subì la rappresaglia dell'Imperatore il quale, adirato per l'insuccesso nell'assedio di Alessandria, distrusse ed incendiò il castello di Quargnento al punto che di tale costruzione non rimase traccia, salvo il detto dialettale "an castè" (al castello) per indicare la zona ove questo sorgeva. Quargnento passò in seguito sotto la dominazione dei Visconti-Sforza di Milano, al cui Ducato fu dato in feudo nel 1467. Nei secoli XVI e XVII seguì le alterne vicende delle guerre franco-ispane; una circostanza miracolosa (ancor oggi ricordata ogni anno con una cerimonia religiosa detta delle "Allegrezze" in onore della Madonna del Rosario) fece sì che Quargnento fosse immune dalla peste del 1630, citata dal Manzoni.

Nel 1723 Quargnento, divenuto parte del Regno Sabaudo, fu assegnato alla Marchesa Vittoria Ghilini Cuttica di Cassine, la cui ultima discendente, Giulia, si imparentò nei primi anni del 1900 con la nobile casata dei Baroni Guidobono Cavalchini Garofoli di Tortona, tuttora proprietaria dei terreni e della settecentesca villa edificata nel 1763.

 

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