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ALLEGRO....QUANTO BASTA! OMAGGIO AD ACHILLE CAMPANILE.

Dopo il successo teatrale dello scorso anno (Gran Serata Futurista) il Comune di Quargnento, in collaborazione con l'Associazione per l’Arte e la Cultura “Il Nuovo Futurismo Onlus", ha organizzato il 25 settembre 2010 alle ore 21.15 presso il palatenda di piazza 1° maggio una serata teatrale presentata dalla "Compagnia Tetrale Fubinese" con lo spettacolo di misteri e confusione "Allegro....quanto basta!".

La Compagnia Teatrale Fubinese, con Silvia Gaggiano, Maurizio Ferrari, Franca Reposio, Gian Pietro Brusasco, Massimo Bosia, Flavia Bigotti, Enrico Ferrando, Massimo Brusasco, Piera Valleriani, Gianni Robotti, Doriana Bellinaso, Cesare Langosco, Carla Lanzavecchia, Stefano Barbero, Anna Ciuffi; scenografia di Dina Fiori e Maria Molla e suoni di Giancarlo Fracasso ha reso omaggio a uno dei più noti e raffinati umoristi italiani, Achille Campanile, portando in scena alcuni dei brani più significativi di un vastissimo repertorio.
I testi sono stati adattati da Massimo Brusasco per adeguarli alle esigenze del sodalizio; la regia di Daniela Buzio ha contribuito a rendere ancor più attuale un autore che si è caratterizzato per essere stato decisamente "avanti".

In una serata fredda molti i presenti che hanno sorriso e partecipato alla rappresentazione teatrale.
Si è cominciato con "Dui mort l'è pes che jin", la rivisitazione del celebre "Visita di condoglianze". Un modo per sorridere, anche di fronte a un lutto; anzi, a due lutti, o forse no... Protagonisti non sono stati i defunti ma gli equivoci, che hanno fatto "confondere le lacrime", come ci ha spiegato la vedova, probabilmente l'unica ad aver avuto un valido motivo per piangere "come si deve".

La scena ha poi cambiato colore: dal nero si è passati al verde di un ipotetico campo da golf, che ha fatto da sfondo a "La rivolta delle sette", monologo in via eccezionale interpretato da due attori, imprigionati da una discussione che è stata qualcosa di più di uno scioglilingua, con una presunta difficoltà ulteriore: dover mandare la pallina in buca.

Gran finale con "Delitto a Villa Smith", la semplificazione del "Delitto a Villa Roungh" di Campanile. Anche se "semplificazione" non pare un termine corretto, considerati i numerosi cambi di scena con le complicazioni dovute a un efferato delitto, che forse non è stato tale, con un investigatore che forse non era un investigatore, un assassinato che forse non eramorto e un assassino che forse non aveva commesso il fatto…….


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