Comune di Quargnento
comune di Quargento
Spazio1
Spazio2
Spazio3

25 APRILE 2011

In occasione del 66° Anniversario della Liberazione la festa è stata anticipata a sabato 23 aprile,ecipazione alla celebrazione del 65° Anniversario della Liberazione. Dopo la liturgia della parola delle ore 10.30, il Sindaco Luigi Benzi ha salutato i presenti, in particolare Pasquale Cinefra - Presidente ANPI Provinciale e Denise Varrone Presidente ANPI Fubine, sotto i portici del Municipo e depositato una corona d'allora alla lapide dedicata ai martiri quargnentini, Valente, Cuttica, Corrente. Il Sindaco prima di dare la parola all’amico Cinefra ha portato i saluti del Sig. Antonio Benzi, partigiano Leone, che per problemi di salute non ha potuto essere presente.
Il Presidente e partigiano Cinefra ha raccontato ai presenti gli episodi più significativi della liberazione della Provincia di Alessandria - Medaglia d'Oro, per il sangue versato nella guerra partigiana di liberazione, e ha ricordato in particolare la partigiana combattente Bruna, al secolo Silvi Iride, nonna del Sindaco, a cui è stato dedicato un capitolo del libro “Partigiane e patriote della Provincia di Reggio nell’Emilia”. La cerimonia si è conclusa al cimitero per la deposizione di una seconda corona d'alloro al monumento ai caduti di tutte le guerre e la benedizione dei cippi, ornati con mazzi di fiori e tricolore come le lapidi dei tre partigiani di Quargnento.




“Partigiane e patriote della provincia di Reggio nell'Emilia”,
Avvenire Paterlini, 1977.
pag. 474-475-476

SILVI IRIDE di Leone
Nata il 14.08.1923 a Castelnuovo né Monti (RE)
Nome di battaglia: Bruna
Periodo di riconoscimento dal 03.06.1944 al 25.04.1945
Qualifica: Partigiana Combattente
Appartenenza: Comando Unico Reggio Emilia

“Ho iniziato il lavoro di staffetta a casa, subito dopo l' 8 settembre '43, aiutando i soldati ricercati dai nazifascisti, indicando loro la via della montagna, verso Villa Minozzo e Cerrè Sologno, dove si erano formate da poco bande partigiane, Verso dicembre mi sono spostata a Reggio Emilia, perché erano stati presi in ostaggio dei padri di famiglia della mia zona, i cui figli non volevano arruolarsi nell'esercito repubblichino e tra questi vi era anche mio padre.
Dopo la fucilazione dei 7 fratelli Cervi, il 28-12-43, sono riuscita a convincere alcuni di questi giovani sbandati a consegnarsi con il pretesto di fare uscire i loro padri e poi li feci scappare. In questo fui consigliata da un ufficiale di mia conoscenza che mi disse anche che la città di Reggio Emilia, probabilmente, sarebbe stata bombardata una di quelle sere e, anzitutto sarebbero state bombardate le caserme, dove si trovavano anche gli ostaggi.
Dopo ho continuato il mio lavoro a casa, aiutata in questo anche dalla gente del paese, fino al giugno '44. Nel frattempo i giovani scappati il 17-1-1944, tra cui mio fratello, sono stati obbligati a riconsegnarsi, perché i fascisti volevano fare rappresaglie sui familiari, e sono stati a Bellagio, sul lago di Como.
Quando ho saputo che 7 di loro erano stati mandati in Germania, e la stessa fine avrebbero fatto gli altri, mi sono recata da “Eros” a Cerrè Sologno, che mi ha preparato un piano di fuga per loro; la fuga è riuscita, anche con l'aiuto dei partigiani locali, infatti dei 50 scappati, 48 di loro sono tornati a casa e due sono morti nel tentativo, annegati nel lago. Dopo questa operazione sono dovuta andare in montagna a Sologno da “Eros”, perché ero ricercata per aver organizzato la fuga. Da Sologno fui mandata a Puianello nella IVa Zona, per prendere contatto con la 76a S.A.P. E organizzare il collegamento con il C.U. in montagna e il Comando Piazza a Reggio Emilia (ottobre '44). Qui ho preso contatti con Fontanesi Gino e con lui abbiamo formato varie squadre con compiti diversi; io operavo nella squadra di “Ricupero-Assalto”, il cui responsabile era “Stipan”, Menozzi Orfeo e con la squadra ci siamo spostati ad Albinea in casa di “Stipan”; qui sono rimasta fino agli inizi del gennaio '45. Il mio compito, qui ad Albinea, era portare il materiale recuperato in montagna; in questo mio lavoro venivo aiutata dalla gente di tutti quei paesi che attraversavo per raggiungere il C.U.. Inoltre accompagnavo anche quei sappisti che non potevano più operare in pianura, perché erano conosciuti; accompagnai anche dei russi, che erano fuggiti dall'organizzazione della T.O.T..
Dopo il rastrellamento subito dalle formazioni partigiane a metà gennaio, sono stata richiamata al C.U. che si trovava a Ranzano, nelle montagne di Parma, e da qui ho dovuto raggiungere “Eros”, che si trovava a Ramiseto e da lui ho avuto l'ordine di raggiungere Viano, nella Va zona, da “Roberto”, Gabbi Enrico, che era l'Intendente Generale, con l'ordine di organizzare i rifornimenti per le formazioni partigiane della montagna. Nel frattempo tenevo i collegamenti con la IVa zona e il C.U. In quel periodo abbiamo subito un rastrellamento che ha coinvolto, oltre il nostro gruppo, anche il Dist. Comandato da “Jack” e la 76a S.A.P., comandata da “Sirio”. Vi era anche “Dario”, Attolini, come commissario. Sempre in questo periodo ho collaborato a Baiso alla formazione della prima Brigata S.A.P. Montagna. Sono rimasta con “Roberto” tutto gennaio e febbraio. Ai primi di marzo il C.U. Mi ha richiamata e mi ha mandata a Banzola di Casina per svolgere un compito di estrema importanza e segretezza. L'unico a conoscere il mio compito era Lamberti, Caselli, Vice Intendente, che si trovava in luogo presso un parente.
Il mio impegno era quello di formare 2 gruppi di staffette, che dovevano ignorarsi a vicenda, gruppi formati da 6 ragazze del luogo. I loro compiti consistevano in: il 1° gruppo doveva andare dalla Vasca di Corbelli a Villa Rivalta a ritirare il materiale che arrivava dal C. d L. Nord-Emilia, per recapitarlo alla sottoscritta; il II° gruppo doveva portare il materiale al C.U. E mi portava l'altro materiale che doveva percorrere la via inversa. Nel frattempo, alla fine di marzo, ho organizzato un attacco ad un'autocolonna tedesca e con me, a questo scontro, ha partecipato la 76a S.A.P., che si trovava nella zona di Lupo di Vezzano sul Crostolo e nella frazione di Casale di Regnano. Dall'altra parte della strada, verso Banzola, c'era il distaccamento di “Stipan” ed alcuni gruppi di S.A.P. locali, in località Strette di Vezzano sul Crostolo. Intanto organizzavo i G. di D.D. (Gruppi di Difesa della Donna) e riunioni clandestine che teneva Papazzi “Prato”.
Verso il 2 aprile mi sono riunita al gruppo di “Stipan” con cui ho partecipato, il 21, all'assalto delle scuole di Montecavolo, che erano piene di tedeschi e di materiale di rifornimento; il giorno 22 abbiamo avuto degli scontri con gruppi di tedeschi a Vezzano sul Crostolo ed alla notte ero a Reggio Emilia con “Dario” e un altro partigiano di Vezzano, a fare scritte sui muri della città, per dare il benvenuto alle formazioni partigiane, che sarebbero scese in città per ultimare la liberazione.
Il 23 abbiamo riunito tutti i distaccamenti a Rivaltella nel palazzo Corbelli ed alla notte, con Zanetti Verardo “Cipro”, siamo andati a prendere il presidio della 145a Brig. Garibaldi, che era rimasto a guardia della centrale elettrica di Ligonchio. Alla fine ho partecipato alla sfilata del 25 aprile per le strade della città”.


Photogallery

fotografia fotografia fotografia fotografia

Torna indietro