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SI SIAMO AGGIUSTATI TUTTI BENE - COMMEDIA DI MASSIMO BRUSASCO (VENERDÌ 15 FEBBRAIO - ORE 21.15 - CHIESA SS TRINITÀ)

La Compagnia Teatrale Fubinese, dopo il successo della commedia “I canonici” dedicata alla genesi del quadro “I canonici di Lu”, torna a trattare un tema monferrino, attingendo dalla storia. Scritta e diretta da Massimo Brusasco, la pièce “Si siamo aggiustati tutti bene” è interpretata da Maurizio Ferrari, Doriana Bellinaso, Massimo Brusasco, Anna Cioffi, Cesare Langosco, Flavia Bigotti, Giuseppe Balestrero, Paolo Tafuri, Franco Mordiglia e Riccardo Robotti, con la collaborazione di Lidia Mordiglia e Giancarlo Devidi, le scenografie e i costumi a cura della Compagnia stessa. Voci fuori campo: Angelo Balestrero e Giulia Lento.
Il Comune di Quargnento propone la brillante commedia VENERDÍ 15 FEBBRAIO, ORE 21.15, presso l'auditorium CHIESA SS TRINITÁ.

LA STORIA
Anno 1927. C’è maretta a Coniolo, paese del Monferrato a pochi chilometri da Casale. Gli abitanti si ribellano per l’eccessiva attività estrattiva nel sottosuolo: un prelievo smodato che, indebolendo il terreno, rischia di fare crollare le case soprastanti. I coniolesi, che sono in prevalenza minatori, minacciano una protesta dal ministro, temendo il ripetersi di quando accaduto 22 anni prima, quando, a seguito di alcuni crolli, gli abitanti decisero di vendere i terreni alle ditte dedite all’estrazione della marna da cemento e, mattone dopo mattone, trasferirono il paese dalla riva del Po alla collina.
Il 1927 è un anno cruciale sotto molti aspetti. Il Regime fascista approva la legge sul celibato: tasse più alte per chi non si sposa. Cambia, inoltre, la norma sul diritto minerario: il sottosuolo non è più di proprietà di chi ha i terreni soprastanti, bensì dello Stato. A Coniolo, sempre nel 1927, si scatena la rivolta degli abitanti che temono il crollo delle loro abitazioni a causa dell’attività estrattiva e, proprio in quell’anno, viene annunciata, a partire dal primo gennaio 1928, l’annessione del paese a Pontestura (l’indipendenza tornerà nel 1947).

LA COMMEDIA
Al dopolavoro di Coniolo, gli allarmati cavatori si ritrovano per organizzare una manifestazione di protesta a Roma. Il capo della rivolta è Berto, alle prese anche col desiderio della figlia di sposare Matteo, giunto in paese anni prima quando gli imprenditori del cemento, per far fronte agli scioperi dei coniolesi, si rivolsero a fidati operai bergamaschi. I rivoltosi devono però fare i conti con Luisin, un cavatore che l’avvocato della controparte riesce a corrompere a suon di promesse. Tra sposalizi da combinare e matrimoni ormai logorati dal tempo, spicca il vecchio Tugnas che, benché sempre poco considerato, riesce a trovare soluzioni adeguate.

“Si siamo aggiustati tutti bene” è la frase pronunciata da un anziano cavatore coniolese che, a qualche anno di distanza dalla conclusione dell’attività estrattiva (che finì nel 1963), disse: “Si credevamo che chiudendo le miniere di non poter più vivere, e invece si siamo aggiustati tutti bene”. Il miracolo economico italiano, d’altronde, era alle porte…


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