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D.P.G.R. 64/2020 OBBLIGO DI MASCHERINA DAL 29 MAGGIO AL 2 GIUGNO 2020

Con ordinanza n. 64 in data 27 maggio 2020 emanata dal presidente Alberto Cirio, la Regione Piemonte ha stabilito che DALLE ORE 0,00 DI VENERDI' 29 MAGGIO E FINO ALLA MEZZANOTTE DI MARTEDI' 2 GIUGNO SARA' OBBLIGATORIO L'USO DELLA MASCHERINA IN TUTTI I LUOGHI PUBBLICI ALL'APERTO DEI CENTRI ABITATI E NELLE AREE COMMERCIALI, salvo diverse regolamentazioni assunte dai sindaci per il territorio di competenza.
L’obbligo NON SARA' VALIDO PER I BAMBINI CON MENO DI SEI ANNI, i soggetti con forme di disabilità o con patologie non compatibili con l’uso continuativo dei dispositivi di protezione individuale, mentre si pratica attività sportiva e motoria.
Per quanto riguarda bar e ristoranti continuano ad essere valide le prescrizioni delle linee guida del Protocollo nazionale siglato tra Regioni e Governo, e pertanto l’uso della mascherina non è obbligatorio per chi siede ai tavoli di un locale, sia all’interno che nei dehors.
Possono essere utilizzate mascherine di comunità, monouso o lavabili e anche auto-prodotte in materiali multistrato idonei a fornire una adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate e che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso. L'utilizzo delle mascherine di comunità si aggiunge alle altre misure di protezione finalizzate alla riduzione del contagio, come il distanziamento fisico e l'igiene costante e accurata delle mani, che restano invariate e prioritarie.
Nell’ordinanza vengono ricordate “le ripetute segnalazioni di comportamenti sociali non conformi alle misure precauzionali” e si ritiene che “il prossimo fine settimana congiunto alla festività del 2 giugno e la situazione climatica indurranno a favorire forme di vicinanza sociale da contemperare con l'adozione di misure cautelative che prevengano e contengano la diffusione del Covid-19”, che “sia opportuno continuare ad ispirarsi alla cautela prevedendo un ritorno alla normalità graduale, adottando anche misure maggiormente prudenziali rispetto a quanto disposto con i provvedimenti statali” e che la decisione “ben delinei le condizioni di necessità ed urgenza necessarie alla tutela della sanità pubblica”.


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